Martin Basile · Biografia

Martin Basile è nato a Genova nel 1992. 21 marzo, Giornata Mondiale della Poesia. Non l’ha scelto lui. Ma ha deciso di non sprecare la coincidenza.

Sono reperibili pochissime notizie sulla sua infanzia, ma è certo che all’età di otto anni disse “pantagruelico” due volte.

Un Mixtape, due pentole

Secondo le prime testimonianze, dopo i primi concerti e i primi singoli pubblicati nel 2007, durante il 2010 Martin curò un porcospino raffreddato e la compilation “Rappy Christmas”, alla quale parteciparono, tra gli altri, Rayden, Amir, Hyst e Babbo Natale.

Un giovine Martin Basile

Nello stesso periodo aprì concerti per rapper che all’epoca andavano forte (Club Dogo, Vacca, Emis Killa, Shade, etc) e oggi sono probabilmente ancora vivi.

Martin Basile vincitore di Sottotoni 2014, accompagnato da Silvio Magnolo, Enrica Capilli e Marco Bruni

Ad inizio 2011 uscì Esaurito Mixtape, una raccolta di collaborazioni, registrazioni dal vivo e brani inediti. Nello stesso anno mobilitò un gruppo di musici noto come Butter Pasta, dando alla luce “Improvvisazioni culinarie”, un disco registrato in sessioni di un giorno con persone che non si conoscevano tra loro, usando pentole e strumenti da cucina. Il risultato fu quello che fu.

Nel maggio 2014, Martin ed i Butter Pasta vinsero il Toscana Selection con “Affogarti nei fiori”. Presentando lo stesso brano, vinsero anche il concorso Sotto Toni di Concordia Sagittaria. Due vittorie con una canzone sola: se avessero avuto anche una terza gara, avrebbero fatto il cappotto.

Lo stesso anno fu mandato contro la sua volontà a X Factor, dove gli autori lo misero in coppia con la sua ex fidanzata, Diandra Delfino. Lui giura che si erano lasciati già prima. Fedez lo definì «un rapper didascalico». Non era un complimento. Lo prese come un complimento.

Ha una laurea triennale in Lettere, una magistrale in Spettacolo, un master in Scrittura Creativa, un corso di produzione con Gattoni e Arcopinto e uno di sceneggiatura con Valia Santella e Bruno Oliviero. Tutto fuorché musica. Questo non gli ha impedito di fare il musicista, ma spiega perché ogni sua canzone ha una nota a piè di pagina.

Un ascolto non basta, due pure no

Sempre nel 2014 pubblicò Kalokagathia, doppio EP che mescolava poesia italiana del Novecento e neo-soul. La critica lo definì «un progetto che necessita ben più di un ascolto». Tradotto: non ci avevano capito molto.

Il suo primo cortometraggio, “Intuito femminile” (2014), era un adattamento non autorizzato di un brano degli Uochi Toki. Quando lo videro, gli scrissero che il film era imbarazzante e che, a titolo di risarcimento, avrebbe dovuto offrire loro focaccia a vita. Forse stavano scherzando. Forse no.

Nel 2016 vinse il Premio Emanuela Pedullà con “Mangiatene tutti”, brano che invitava a una sana forma di cannibalismo.

Martin Basile vince Liguria Selection
Premiato per un brano che invitava al cannibalismo, accompagnato da Enrica Capilli e Jaws

Assistente al caffè

Nel 2017 scrisse e diresse “Il film uccide”, in cui un ragazzo in sedia a rotelle cerca di convincere tutti che la realtà è un film. Il film andò male. Il corto andò bene: fu selezionato, tra gli altri, dal Sapienza Film Festival, Cefalù Film Festival, Genova Film Festival e vinse il Video Voyager Prize.

Nel 2018 il suo brano “L’infinito”, prodotto da Nembo Kyd, fu presentato al Festival Internazionale della Poesia da Davide Rondoni per il duecentenario di Leopardi. “L’infinito” e “Zibaldone Freestyle” entrarono nella classifica Indie Music Like. Quell’estate suonò al Goa-Boa Festival in apertura a Caparezza.

Martin Basile con Davide Rondoni al festival internazionale della poesia

Nel 2019 scrisse e diresse ALEXIA, in cui un uomo scopre che il suo androide domestico lo tradisce. Con un altro supermercato. Lo stesso anno fu assistente personale di Andrea Di Stefano su “Bang Bang Baby”. Nel 2021 fece l’assistente casting per “Blanca”. Per poi decidere che portare il caffè non era il suo forte.

Nel 2020 fu tra i sette finalisti del Premio Bindi. Lo stesso anno scrisse e diresse Il paradosso di Zenone, che vinse vari premi che ora non sto a elencare. E – perché no – lavorò come controfigura di Luke Evans in Murder Mystery, con Jennifer Aniston e Adam Sandler.

Nel 2021 diresse BPD, che vinse Best Horror Short Film e Best Sound Design agli OTB Film Awards. Lavorò a stretto contatto con un’attrice con diagnosi di disturbo borderline. Le chiese di rivedere il copione. Lei lo corresse a mano, riga per riga. Poi disse: «Così è peggio». Lui tenne quella versione.

Martin Basile sul set del trailer di aemulus con un uomo in armatura
Il regista è quello senza armatura.

Scrisse e diresse anche “Mini-Croissant”, che non vinse niente ma in cui un uomo entra in casa con due buste della spesa e muore poco dopo. Tipico epilogo nei suoi film.

Il protagonista è lo stesso attore che in “Ciao amore, ciao” (2022) si sveglia e trova una sconosciuta in bagno che sostiene di essere la sua fidanzata. Lui dice che non l’ha mai vista prima. Insomma, normale amministrazione tra conviventi. Il film vinse Best Comedy al Monza Film Fest.

Nel frattempo pubblicò una serie di singoli e album che allungavano la discografia e accorciavano le distanze tra la trap e la metafisica.

Dal 2023 dirige e scrive con l’autrice Irina Turcanu. Insieme hanno firmato “Tutti per UNO” (2023), “La riga in mezzo” (2025), “novecentonovantuno” (2026) e il lungometraggio “Revenge Art”, in sviluppo. Hanno prodotto più corti in tre anni di quanto sia ragionevole. Forse dovrebbero darsi una calmata.

Nel 2025 scrisse “Crepe”, un brano che parla di un tetto rotto. Il brano entrò tra i finalisti del contest per gli 800 anni di San Francesco e lo portò al CET di Mogol, dove hanno scritto un pezzo a settantaquattro mani in meno di un pomeriggio. Potete immaginare il risultato.

Martin Basile con Mogol al CET

Piegamenti sulle braccia e contatti con gli alieni

Per tre anni ha diretto il marketing di un’azienda di ausili medici: in quel periodo ha comprato due appartamenti e poi è andato in pensione a 33 anni. Oggi alterna musica, cinema e piegamenti sulle braccia. Sostiene che comporre un verso e comprare fondi passivi sia la stessa cosa. Provate voi a chiedergli cosa intende, che io di finanza non è che ne capisca molto.

La sua attuale ricerca artistica fonde etica, metafisica, alta cucina. Le sue influenze spaziano da David Hume ad Antonella Clerici. Per anni ha cercato di convincere tutti di essere un alieno dell’Iperuranio. Ora ha smesso. Non perché non sia vero. Ma perché essere umani è già abbastanza assurdo. E quelli che ci credevano erano comunque meno strani di lui.